Curiosita

Pubbliche relazioni: come definirle?

Dagli Stati Uniti, ma dopo una consultazione internazionale attraverso Global Alliance e le associazioni che vi fanno parte, tra cui Ferpi, arriva la nuova definizione di PR.
“Public relations is a strategic communication process that builds mutually beneficial relationships between organizations and their publics”. Essa rappresenta il riconoscimento delle PR come processo di comunicazione strategica e la simmetria della relazione tra l’organizzazione e i suoi pubblici. La nuova definizione che arriva dagli States, ha, però, un significato importante perché è la prima che scaturisce da un dibattito e un confronto ampio e condiviso a livello internazionale sotto l’egida di Global Alliance.

Quella della definizione delle Rp è un pò come la storia dell’uovo e della gallina: è nato prima l’uno o l’altra?. La prima definizione è attribuita a Edward Louis Bernays, uno dei padri delle relazioni pubbliche, che nel 1922 nel suo primo libro Crystallizing Public Opinion e poi in quello più celebre, Propaganda del 1928 (tradotto nel 2008 in Italiano da Fausto Lupetti Editore), ne parlava come la capacità di “interpretare la relazione tra l’organizzazione e i suoi pubblici e tra questi e l’organizzazione”, una modalità per “anticipare gli umori della gente”.

Una storia cominciata nel 1920 quando Bernays scelse di modificare il nome della sua attività sostituendo il vecchio titolo del suo ufficio da “Direzione Pubblicitaria” a “Ufficio di Relazioni pubbliche”, rinominandosi “consulente in relazioni pubbliche”: era la prima volta che veniva usato quel termine.

La nuova definizione chiude idealmente quel cerchio che si era aperto proprio con l’intuizione di Bernays e rappresenta allo stesso tempo un punto di arrivo e un nuovo inizio di una pratica e una professione, (con i suoi esperti) le pubbliche relazioni, che – come avevo scritto nell’editoriale dell’ultimo numero del magazine Ferpi – al pari dell’informazione (se non di più, dal momento che dietro oltre l’80% dell’informazione ci sono attività di Rp) contribuiscono in maniera determinante alla definizione della sfera sociale, quello spazio – per dirla con Toni Muzi Falconi – “in cui le comunità politiche, culturali, tecnologiche ed economiche della società interagiscono”.

Non più, dunque, attività tecnico-operative (anche, ci mancherebbe), come è stato per quasi un secolo, ma funzione strategica e di governance da sviluppare con stile manageriale finalizzata a “creare relazioni reciprocamente utili fra le organizzazioni e i loro pubblici” in un’ottica di sostenibilità e di rendicontazione permanente.