Utilizzare il cardio frequenzimetro mentre si va in bici
 
Il cardiofrequenzimetro è uno strumento utilissimo per controllare, in ogni momento del nostro allenamento, a che punto percentuale ci troviamo rispetto alla nostra frequenza cardiaca massimale. Se la nostra frequenza cardiaca non raggiunge il 60% della nostra frequenza massima (personale, visto che varia con l'età) lo sforzo che compiamo non è allenante. Se supera il 60 ma non il 70% avrà un effetto soprattutto dimagrante (ma solo se si protrae oltre i 20 minuti). Se supera il 70 ma non l'80% avrà un effetto allenante soprattutto sul sistema cardiocircolatorio. Se supera l'80%, e lo sforzo si protrae nel tempo, si incomincerà a produrre acido lattico. Questo è una sostanza che oltre certi livelli genera contratture muscolari, e quindi può porre fine all'allenamento. E questo può essere un bene, perchè se non ci fosse l'acido lattico a limitare la nostra esuberanza, il lavoro protratto ad una frequenza superiore all'80% del massimo potrebbe comportare un carico eccessivo per il cuore. Con il cardiofrequenzimetro possiamo sapere se il nostro lavoro sta facendoci dimagrire, o se migliora le nostre condizioni cardiocircolatorie, o se allena le nostre capacità anaerobiche.


Differenza tra la soglia anaerobica in pianura, e quella calcolata in salita.

Quali sono i meccanismi fisiologici (lasciando perdere quelli biomeccanici che interessano gli attriti) che determinano una eventuale variazione? Entro che limiti la cadenza di pedalata puo' influenzare il livello di soglia anaerobica?
 
Alla base della domanda cè un equivoco di base: la soglia anaerobica è qualcosa di collegato essenzialmente all'intensità del lavoro che una persona sta svolgendo, non alle condizioni in cui lo compie.                              
Per fascia aerobica si intende infatti quella fascia di attività fisica che fa lavorare il cuore tra il 60 e l' 80% della sua frequenza massima: se per esempio aveste 20 anni, sappiate che vi mantenete entro la fascia aerobica se il cuore batte ad una frequenza tra i 120 e i 160 battiti/minuto.Perchè? 
Perchè la massima frequenza cardiaca possibile all'uomo (nell'ambito della normalità, non della patologia) è pari a 220 b/min., ed è raggiungibile all'età di 14 anni circa. Dopo tale verdissima età le nostre capacità cominciano a declinare, e per conoscere la nostra frequenza cardiaca massima dovremo sottrarre dai 220 battiti originari la nostra età. Per un ventenne avremo 220-20=200 battiti/min. Se la nostra attività ci mantiene la frequenza cardiaca sotto il 60% (120 b./min., quindi, per il ventenne), il lavoro svolto non sarà allenante: potrà essere sicuramente stancante, ma non ci aiuterà a migliorare il nostro stato di forma. 
Ecco perchè una casalinga potrà alla fine della giornata avere lavorato anche più del marito ciclista, ma senza benefici per le sue condizioni fisiche: perchè non ha superato quel famoso 60%, perchè l'intensità del lavoro è rimasta insufficiente. Se invece il marito ciclista si spinge oltre l'80 % della sua personale frequenza cardiaca, si troverà a oltrepassare la fascia aerobica ed a varcare la soglia anaerobica: poniamo che tale marito sia il ventenne di cui sopra (una coppia un po' giovane, ma ci semplifica i calcoli ...), ebbene, costui si troverà oltre la soglia anaerobica quando il suo cuore batterà a più di 160 b/min. 
Come ci si ritrovi è del tutto indifferente, se pedalando in piano o in salita, facendo i 110 ostacoli, tirando di scherma o di boxe. Ogni volta che il suo cuore raggiungerà i 161 b./min. (ed oltre...) il ventenne avrà superato la soglia anaerobica. Ovvio che il trentenne o il quarantenne la supereranno prima: rispettivamente oltre i 152 e i 144 b/min., dato che le loro frequenze massime sono rispettivamente 190 e 180 (220- età...). 
Ma perchè si parla di aerobico ed anaerobico?
Perchè fino a che il nostro cuore lavora entro la fascia aerobica (60-80% del massimo, ricordi) il glucosio presente nel sangue, che serve da carburante per la contrazione muscolare, viene bruciato completamente per produrre energia, grazie all'ossigeno portato dal sangue. Ma se il lavoro si fa piu' intenso (piu' dell'80% della frequenza cardiaca massima) l'ossigeno portato dal sangue non basterà per demolire il glucosio, il quale verrà quindi bruciato per una certa quota in maniera anaerobica (ossia senza ossigeno).
Conseguenze: il glucosio non potrà essere demolito fino in fondo e darà un rendimento minore da un punto di vista energetico, ma in qualche modo aumenterà il lavoro che il muscolo può svolgere.
Con un inconveniente, però: il glucosio parzialmente demolito lascia delle scorie che, accumulandosi, possono alla fine inceppare la contrazione muscolare. Tali scorie hanno un nome arcinoto: l'acido lattico, responsabile di crampi,o doloretti piu' o meno sopportabili. Ecco perchè l'attività anaerobica è per forza limitata nel tempo, perchè produce scorie che alla fine inceppano il muscolo. Ecco perchè sarà più facile superare la soglia anaerobica in salita, o aumentando la cadenza di pedalata: perchè il cuore va "su di giri".

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