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CIBO (IL BERE) E LA PRESTAZIONE SPORTIVA Non è facile stimare l'effetto della dieta sulla prestazione sportiva. Anche se oggi nessun corridore (professionista, dilettante o amatore) può prescindere da ciò che mangia se vuole pensare seriamente alla sua performance sportiva. Oggi sono soprattutto i ciclisti dell'élite che osservano attentamente regimi di dieta e confermano l'importanza di mangiare intelligentemente. Ma la pratica si sta diffondendo sempre più verso il basso. I corridori esperti di solito sono più capaci dei principianti di sentire i segnali fisici di regimi dietetici diversi.Il livello di zucchero nel sangue è il primo elemento che influisce sulla necessità di mangiare in bici, durante l'uscita. Se si bruciano grandi quantità di calorie senza reintegrare, il livello degli zuccheri nel sangue comincerà diminuire e ci si sente immediatamente stanchi. Molti corridori interpretano questa fatica come mancanza di resistenza di tenuta, ma, più probabilmente, forse non hanno mangiato abbastanza. Mangiando ogni 15 a 20 minuti dopo i primi 45 minuti di ogni uscita, si può evitare questo problema. Dunque la prima regola è quella di portare cibo con sé nelle uscite superiori all'ora e ricordare di mangiare poco, ma con regolarità. Banane, fichi, uno dei tanti snack disponibili sul mercato, ricchi di carboidrati, succo di frutta diluito con acqua, sono facilmente disponibili e facilmente si digeriscono sulla bicicletta. Evitate cibi con alto contenuto di grassi, e gli zuccheri, che possono causare una reazione dell'insulina, lasciando l’atleta con livelli di zucchero nel sangue più bassi di prima di mangiare. Mangiare mentre si pedala non è facile per qualcuno. Oltretutto occorre stare molto attenti allo stimolo della fame; ma quando arriva, spesso è troppo tardi. Lo stress fisico dell’esercizio, infatti, deprime il centro della fame del cervello. GLI ZUCCHERI Specialmente durante sforzi intensi,
non si sente la fame fino a che lo zucchero nel sangue non raggiunge
livelli pericolosamente bassi. Così, se durante un’uscita si sente
fame, vuol dure che nel sangue lo zucchero è caduto a livello basso cioè
che si è aspettato troppo a lungo.Dunque il primo suggerimento è: non
aspettate di aver fame per magiare (e lo stesso valer per la sete).
LE PROTEINE Importante anche il discorso dell’apporto proteico. Molti ciclisti optano per una dieta ricca di carboidrati. Ma anche qui occorre distinguere: tale dieta dà beneficio per le competizioni di resistenza, ma non è una buona idea scendere nella dieta quotidiana sotto il 14% delle calorie totali derivanti dalle proteine. Esso sono la riserva di "combustibile" durante l’ esercizio di resistenza, ma gli amminoacidi giocano un ruolo importante nel metabolismo del muscolo. La loro azione ricostruttiva del catabolismo muscolare da sforzo è nota. E, se un dimagrimento deve essere ricercato per ottenere un miglior rapporto peso-potenza, esso va fatto tenendo conto di una "ricostruzione" del muscolo che è necessaria, pena la perdita di potenza. Se gli amminoacidi vengono "usati" per produrre energia la ricostruzione non avviene. Dunque, anche in questo caso sorge un problema di dosi e di quantità. Quanti amminoacidi servono per "reintegrare" i "mattoni" muscolari distrutti dallo sforzo? Inoltre, una deficienza di proteine abbasserà le difese immunitarie rendendo l’atleta soggetto ad ammalarsi alla prima occasione. I GRASSI Quanto ai grassi: sebbene livelli del colesterolo raramente siano un problema per i ciclisti, una dieta con molti grassi può influire sulla prestazione, specialmente per i pistards e corridori dei criterium. I grassi producono circa nove calorie per grammo. Hanno un ruolo importante nell’equilibrio ormonale e influiscono sulle cellule nervose. Una dieta equilibrata deve avere una sua percentuale di grassi, ma, generalmente, non oltre il 25% - 30% del fabbisogno calorico. I CARBOIDRATI I carboidrati sono la vera riserva energetica nel "serbatoio" di ogni ciclista. La percentuale ottimale di calorie dedotta da carboidrati varia dal 50% al 60%. I migliori sono i carboidrati complessi. Pane integrale, pasta, riso, patate, fagioli, piselli e mais sono le migliori fonti di carboidrati di qualità. Uno modo di assicurare buoni livelli di zucchero nel sangue durante una corsa è quello di provocare una "supercompensazione" di carboidrati nel fisico. Ciò si ottiene attraverso una dieta in due fasi: povera di carboidrati (tre giorni) e ricca di carboidrati (tre giorni). In questo modo i muscoli riescono a incamerare anche il doppio del glicogeno muscolare abituale. Questo "carico di carboidrati" presenta vantaggi (specie in prove che superano le due ore), ma anche svantaggi. La prima fase (priva o quasi di carboidrati) è spesso molto stressante. Inoltre, un atleta carbo-caricato peserà anche di più a causa delle grandi quantità di acqua immagazzinate con ciascuno grammo di glicogeno. Dunque per il ciclista il rapporto costo-benefici va verificato caso per caso. Di fatto, dopo un momento di auge, la dieta dissociata non ha avuto grande successo nel mondo dei pedali. Il recupero dopo l’allenamento o la gara. Reidratarsi dopo lo sforzo è la prima fase (la più importante) del processo di recupero. L’acqua va benissimo. Colazione. Saltare la colazione della mattina non è una buona abitudine per lo sportivo. Una buona colazione prevede: un succo di frutta; toast o corn flakes, latte e/o caffè o the. Ma per valutare bene le necessità quotidiane è opportuno partire dai consumi calorici. "SportPro" vi offre (pulsante "diet") la possibilità di creare una dieta personalizzata proprio in base alle necessità quotidiane |
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