Triverese e dintorni

Dati Tecnici

 Punto di appoggio: Capo Mosso – Fr Mosso S.Maria

 Altitudine massima: 1181

 Tipo di percorso: sterrato 20%, sentiero 70%, asfalto 6%, T.L.P.A.M.  4% (*)

 Lunghezza: 12 Km

 Difficoltà: Salita impegnativa, discesa tecnica

 Periodo consigliato: Tutte le stagioni – quando non nevica

 Ciclabilità: 97%

 Cartografia: Carta del Biellese 1:25000 edita da: Filatura di Chiavazza

 Rifornimento Idrico: Fontana Santuario della Brughiera

                                                                                                                       N.D.R. – (*) = Te la porti a mano…

 

 Come arrivare in auto a Capo Mosso…

                                                                       … Da Cossato si prende la statale in direzione Trivero, oltrepassato l’abitato di Croce Mosso, si svolta a sinistra seguendo il cartello Mosso S. Maria; si prosegue sulla stessa direttrice quando, prima di entrare in paese, si svolta a destra seguendo le indicazioni per Capo Mosso.

Descrizione della zona dove si sviluppa il percorso…

...Con partenza dal comune di Mosso il nostro itinerario attraversa le frazioni Brughiera e Pra Piano di Buliana per toccare il triverese e la Caulera. Il comune di Trivero, maggiore tra i centri prima elencati è situato a cavallo tra Tessera Ponzone e Strona (da cui pare derivi Tervé, composto dall’arcaico ava, per “acqua”) vanta una storia molto antica. E non solo per fatti puramente politici. Si sa ad esempio che la vastità del territorio montano nel Comune favorì in passato la pratica della pastorizia, in alcuni luoghi praticata ancor oggi.

Frazione Barbato (Barbà), località a 770 metri d’altitudine, è stata ed è ancora residenza di alcune famiglie di allevatori. Per alcuni di essi, ad esempio i Festa Rovera la transumanza comportava il “trasloco” ad Alpe Egua di Carcoforo, piccolo centro Valsesiano (il che significa fino a qualche anno fa tre giorni di marcia attraverso la Bocchetta della Boscarola).

A Regione le Piane, invece, a 860 metri d’altitudine, si trovano alcune stalle e fienili utilizzati stagionalmente. Data la breve distanza che separa queste dipendenze dalle case di Barbato, in genere la famiglia non seguiva il bestiame.

Percorso BLU con variazione sul tema…(in giallo)

Raggiunto Capo Mosso si parcheggia la macchina nella piazzetta e si è subito pronti a entrare sul percorso. Proprio in prossimità del parcheggio si nota sulla destra l’indicazione per il Santuario della Brughiera, identificato dal segnavia,  lo si imbocca in discesa e si prosegue oltrepassando un piccolo rio sino ad un bivio, qui si tiene la sinistra, costeggiando una cascinetta si continua a scendere doppiando un secondo canaletto. Giunti ad un bivio teniamo la sinistra e oltrepassata una breve salita ci si immette su un sentiero asfaltato di rosso sino a raggiungere il santuario della Brughiera.

Doppiamo la costruzione facendo eventualmente tappa per rifornimento idrico al  fontanino, e scendiamo su asfalto per 70 m sino a incontrare una carrozzabile che si arrampica sulla sinistra in mezzo ai castagni. Proseguendo per poco più di un chilometro superiamo uno stretto tornante, dopo il quale possiamo imboccare sulla destra il sentiero in discesa (foto a sx).                                                                         Durante la discesa giunti ad un bivio, teniamo la destra e proseguiamo sino a raggiungere una radura dove le strade si dividono nuovamente.                                                Giriamo a sinistra proseguendo su pista in salita tra i boschi di castagni e sul nostro percorso la strada si biforcherà 2 volte; si sale tenendo la sinistra fino a imboccare il ripido sentiero che costeggia un canale e che ci conduce a un più largo sterrato. Seguiamo lo sterrato in salita ignorando le

 deviazioni che si propongono sino a raggiungere la strada asfaltata.                                                                           Si scavalca la catena e si prosegue per 400 metri sino a incrociare la statale che porta a Bielmonte; la imbocchiamo in salita per circa un chilometro sino a quando non incrociamo uno stretto tornante che arrampica sulla destra; a questo punto abbandoniamo l’asfalto e proseguiamo su sterrato. La pista si snoda in mezza costa su falsopiano sino a raggiungere un pianoro dove si propongono diverse opzioni, si prosegua a destra sul sentiero in discesa  che porta alla Casa Alpina Ermenegildo Zegna. Il sentiero diventa a questo punto abbastanza tecnico e si snoda tra boschi di betulle e felci che a volte occupano il percorso rendendolo insidioso, qui inizia la discesa che ci riporta al punto di partenza.

Oltrepassata la Casa Alpina (foto a sx) si mantiene la sinistra e si inizia la discesa sino a intersecare il sentiero proveniente da C. Poala, lo si inforca e si continua a scendere; proseguendo la discesa si incontra un secondo bivio che oltrepassiamo   tirando dritti.                     Abbandonato il bosco di betulle e buttatisi tra i castagni teniamo la destra alla prima deviazione e affrontiamo una sconnessa scalinata di pietre (!attenzione!) che ci porta verso la conclusione del percorso. Doppiata la scalinata teniamo la sinistra, direzione che manteniamo 50m più avanti; possiamo a questo punto affrontare l’ultima ripida discesa che, su fondo sconnesso ci conduce fino alla strada asfaltata. Intersecata la carrozzabile proseguiamo sulla sinistra e scendendo per pochi metri raggiungiamo il parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto.

…Variazione sul Tema (tratto in giallo)

Vi propongo un’interessante alternativa al percorso completo, che permette di cimentarsi su un bel sentiero creato ad hoc, tra i boschi di betulle e le felci, un interessante ecosistema che fa da cornice a una discesa da intenditori.

Dopo aver reimboccato la pista sterrata in direzione della Casa Alpina Ermenegildo Zegna si puo notare dopo circa 1 Km un Sigle Treck (percorso giallo) che staccandosi sulla sinistra scende molto tecnico tra le betulle e conduce dopo un’interessante discesa su una collinetta coperta da prati. Tenendo la sinistra affrontiamo a mezza costa la morbida parete erbosa sino a sbucare sulla strada asfaltata che abbiamo affrontato salendo nell’opposto senso di marcia.

Affrontare questa digressione svia dal percorso, ma vi assicuro che ne vale la pena!

 

         ©2003-09