Scarponi piccozza e…

…Mountain Bike !

di Marco Carravieri

…E’ un mondo strano quello di noi biker, è un mondo che mi piace, che mi catapulta fuori dalla realtà e dentro a un ecosistema che è divertimento, adrenalina e voglia di essere uno tra tanti e non uno qualunque!  Ogni tanto mi addormento  e  lascio andare la mia mente in folle, pensando senza pensare a cosa ci spinge là, tra boschi, prati, sentieri, alla ricerca della nostra soddisfazione del nostro essere Free.  Noi siamo Biker, ci piace dominare un mezzo, fargli fare qualsiasi cosa, offrirgli le nostre attenzioni e,  facendolo soffrire, massacrarlo su una pietraia. Boh, penso ci sia qualcosa di magico nel guidare una bici in mezzo alla natura, senza motore, dove la benzina siamo noi.

Siamo incredibili. C’è davvero tanto nel nostro Io quando siamo sulla bici, davvero tanto. In quel momento siamo le persone più fortunate del mondo e ce la dobbiamo godere fino in fondo questa sola vita che ci è stata regalata.

 

L’Idea

…Quello che voglio proporre è un itinerario un po’ fuori dall’usuale, un itinerario che ci porta lontano dal consueto modo di vivere le nostre uscite in bike, un itinerario che ci porta a 2881 metri sopra il livello del mare, dopo averne compiuti circa 1700 di dislivello in 8 KM e 4 Ore di paura vera.  

Ma incominciamo dall’inizio: incontro un amico presso Im Faller (splendido alpeggio posto a 1984 m. sulla direttrice Alagna – Passo del Turlo – Macugnaga) che mi dice:<<Cavolo ma sai che hanno fatto una pista che arrivi al Col d’Olen, ed è bella larga e battuta!>> Non è stato necessario aggiungere altro:<< Prossimo Sabato la provo!>>

E così è stato, dopo essermi informato sul percorso e sulle indicazioni da seguire Venerdì sera dopo la solita birra ho caricato la Bike con tutto il corredo necessario e l’indomani sono partito alla volta di Alagna, punto di partenza della mia ascesa.

Alagna (Im Land)     

1191 m.s.m. – Superfice comunale 72,80 kmq.

Il comune di Alagna si trova alla testata della Val Grande dalla quale scaturisce il Sesia, il fiume che da il nome al comprensorio valsesiano. La cresta alpina che delimita il perimetro comunale ha il suo gioiello nel grandioso massiccio del Monte Rosa

Notizie storiche

Alagna, oltre che per le escursioni e le ascensioni che offre la sua cerchia alpina, è ricordata per la sua popolazione di origine vallesana (Walzer). IL Giordani riporta nella sua opera  un proverbio tedesco: <<Wo holzerne Hàuser sind und bionde haare da spricht man deutsch>>. (Dove son case di legno e capelli biondi ivi si parla tedesco).Il proverbio si adatta perfettamente al paese e alla popolazione di Alagna.

 Allo scopo di tramandare l’antica origine, l’Unione Alagnese ha allestito un Museo in una casa della frazione Pedemonte (Z’Kantmud), costruzione che porta la data 1628. Visitando il museo si ha l’impressione di tornare indietro nel tempo. In esso figurano molti esemplari di attrezzi usati dagli antichi alagnesi. La testata del Sesia era gia conosciuta dai Romani, ma l’insediamento stabile della popolazione è più recente; si ritiene che sia avvenuto intorno al 1250. Difatti nessun capofamiglia alagnese figurava nei documenti del giuramento di cittadinatico fatto al comune di Vercelli dai valsesiani, e datati novembre – dicembre 1271; Alagna è invece nominata nella convenzione stipulata il 31 Agosto 1270 fra Ibletto visconte di Aosta e le Curie della valsesia. Non si esclude tuttavia che gli alpeggi fossero frequentati, limitatamente al periodo estivo, già prima del mille.

Riferimenti Percorso

Dati Tecnici

Grafico altimetrie

Punto di appoggio: Alagna – (Valsesia).

Altitudine massima: 2881 m.

Dislivello: 1690 m.

Tipo di percorso: sterrato 70%, sentiero10%, asfalto 20%.

Lunghezza: 8,5 Km.

Tempo di salita: 4 Ore.

Difficoltà: Salita impegnativa a volte impossibile,discesa DH.

Periodo consigliato: Da Maggio a Ottobre.

Ciclabilità: 70%.

Cartografia: Carta degli itinerari escursionistici della Valsesia

Rifornimento Idrico: Alagna .

Mappa itinerario

Descrizione percorso

Lasciata l’auto nel piazzale fuori Alagna ci si dirige in salita verso il centro del paese in direzione delle miniere; appena oltrepassata la piazzetta si incontra sulla sinistra una carrozzabile che porta da Alagna m 1191 alle frazioni Dosso e Piane m 1390.

Giunti a  frazione Piane la strada asfaltata cede il passo allo sterrato, che oltrepassato il torrente Olen su un ponte prosegue in mezzo a rigogliosa vegetazione e giunge fin nei pressi della prima stazione intermedia della funivia di Zar Oltu (1847 m). Quasi subito raggiunge Zam Seiwji (al laghetto), località che comprende due pianori su ognuno dei quali si adagiano un alpeggio e un piccolo laghetto. Al nostro itinerario interessa il pianoro inferiore – Undre Seiwij – situato a m 1945, dove un intraprendente Alagnese costruì un alberghetto che chiamo – Grande Halte -, cioè luogo di ferma.

Salita sterrata Verso Zar Oltu

L’edificio che porta questo nome è l’antico albergo della Grande Halte, costruzione attualmente di proprietà della sezione C.A.I. di Mortara. Oltrepassato il pianoro si continua in salita sino a raggiungere la partenza della nuova e maestosa funivia che raggiunge i “Salati” dal quale si può scendere al Gabiet sul versante di Gressoney.(Dall'Alpe Pianalunga diventa molto impegnativo con tratti non pedalabili).

 Grande Halte - Rifugio “Città di Mortara"
Manteniamo la sinistra e oltrepassata la Stazione della funivia imbocchiamo una larga pista su fondo naturale che con salite in certi punti improponibili si inerpica tra le rocce sino a raggiungere il Rifugio Città di Vigevano (m 2864); proseguendo si raggiunge la cappelletta dedicata alla Vergine del Rosa e quindi il piazzale dell’antico Albergo Guglielmina. Costeggiando quest’ultimo si imbocca un sentieroche in 15 minuti porta al tanto agognato colle,punto di comunicazione

Rifugio “Città di Vigevano”

con il versante di Gressoney e traguardo della nostra escursione. Dopo la salita ci si può rifocillare presso il Vigevano o il Guglielmina che offrono l’opportunità di pranzare a ridosso di una delle più belle vallate della Valsesia.  Una volta riprese le forze, ripercorrendo il sentiero in senso opposto, si affronta ora la discesa che appassionante più che mai ci scaraventa giù per la montagna; il consiglio è di affrontarla in due riprese onde evitare osceni malori all’arrivo presso Alagna (non è una bella esperienza!).

A questo punto non rimane che caricare la bici in macchina, alzare gli occhi verso la montagna e ringraziare questa Vecchia Signora per l’esperienza che ci ha regalato.

         ©2003-09